Sito 3: Zalamkot

Il monumento HDZ I, conosciuto semplicemente come “Takht” (trono), prende comunemente il nome da Zalamkot, un piccolo villaggio. Si tratta di quel che rimane di un tempio brahmanico di epoca Shahi. L’area deve d'ora in poi essere più correttamente denominata Hati-dara (sito 3) dal nome della valle omonima sul fianco settentrionale di una imponente catena montuosa (sito 4). Il podio inferiore (in muratura a blocchi isodomi) serviva a pareggiare il dislivello o scarpata lungo il quale è stato costruito il monumento. Sul lato nord il podio è alto oltre 3 m. Il podio superiore del monumento (c. m. 14 x 23 con scala perduta sul lato est) era caratterizzato da una spessa modanatura a toro che correva lungo tutto l'edificio, interrotta sul lato est dove il corpo sporgente incorniciava l'ingresso (scala). Sopra il toro è una parete liscia segnata da una serie di false lesene terminanti con serie di false mensole. Al di sopra si trovava l’alzato della cella (il tempio vero e proprio) di cui ci rimangono parti cospicue della decorazione architettonica. Lesene con capitelli floreali pseudo-ionici, sormontate da una seconda fascia decorata con un toro più piccolo e metope figurate (Ganesha, Varaha-Vishnu) affiancate da semicolonne. I capitelli e le parti superiori delle figure facevano parte di una terza fascia. Una quarta fascia era formata da pilastri più piccoli e chiusi, sormontati da una quinta fascia con capitelli ed elementi architettonici sporgenti sormontati da una fila di dentelli. La cupola formava la parte superiore con un'altezza e un profilo sconosciuti che potrebbero essere stati formalmente analoghi a quelli della contemporanea scuola architettonica del Kashmir. Il monumento è datato al VIII-X secolo CE.

Il monumento si trova all’interno di un’area ben difesa (HDZ VI) con bastioni e porte urbiche (HDZ IV-V). L'area difesa (circa 40 ettari) comprende quartieri residenziali (HDZ II, dove tra i numerosi reperti sono state rinvenute anche diverse piastrelle quadrate in mattoni con motivi floreali), edifici monumentali, cave di peridotite e “kanjur” (due materiali da costruzione molto diversi, entrambi utilizzati nel periodo Shahi), tre sorgenti, un grande pozzo in muratura (HDZ VII), una cisterna a gradini lunga oltre 20 metri (HDZ VII) e, al centro, il monumento HDZ I. Il centro abitato, grandioso e ben fortificato, controlla strategicamente la grande strada detta Hati-lar (cfr. sito 4). Il sito è definito come la città “Jayapālanagara” (città di Jayapaladeva, ultimo sovrano Shahi - cfr. sito 1) nell'iscrizione bilingue persiano-sanscrita di Zalamkot.

Si noti che l’iscrizione menziona che è la città dove, il 19 giugno 1011, il “kotwāl Bektāš” costruì una moschea su ordine e con fondi dell'Amīr di Ṭūs (ora nell'Iran nord-orientale). L’area dell’antica moschea non è stata ancora identificata.

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