Sito 8: Taxila KP

Sito 8a

Sirsukh (33°46′20.12″ N, 72°50′59.06″ E) si trova ad un’altitudine media di 500 m sul livello del mare nella valle del Potohar, distretto di Haripur, Hazara Division. L'antica città delimitata a nord-est dal fiume Harro e a sud dal fiume Lundi, fu oggetto di Sirshkh fu oggetto di scavi su scala molto ridotta nel 1915-16 da parte di J. Marshall ("Taxila: An Illustrated Account of Archaeological Excavations Carried Out at Taxila Under the Orders of the Government of India between the years 1913 and 1934". Cambridge, p. 217). È stata aggiunta alla Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1980 come parte di Taxila [ENG]. Il sito urbano di Sirsukh presenta una pianta quadrangolare che misura quasi 1500 metri lungo i lati nord e sud e 1100 lungo i lati est e ovest. Nonostante Marshall dati il sito al periodo kushana maturo (c. II-III secolo CE), non vi sono dati che confermino questa cronologia, che fu stabilita dall’archeologo britannico sulla base di un modello di spostamento progressivo dei centri urbani di Taxila e dalla sua cronologia della città di Sirkap, oggi ampiamente rivista in senso recenziore.

Sito 8b

Jandial C (33°45’52”N, 72°49’44”E) si trova ad un altitudine di c. 530,00 m sul livello del mare. Il tempio è considerato un tempio classico orientale. È stato identificato, forse a ragione da J. Marshall come il tempio visitato alla metà del I secolo CE da Apollonio di Tyana secondo la narrazione di Filostrato.

“E videro un tempio, dicono, davanti al muro, che era lungo quasi 30 metri, fatto di porfido, e al suo interno era stato costruito un santuario, piuttosto piccolo rispetto alle grandi dimensioni del tempio, anch'esso circondato da colonne e degno di nota. Su ciascuna delle sue pareti erano inchiodate tavole di bronzo su cui erano incise le gesta di Porus e Alessandro. Ma il disegno era realizzato con oricalco, argento, oro e bronzo nero, e si vedevano elefanti, cavalli, soldati, elmi, scudi, lance, giavellotti e spade, tutti fatti di ferro; e, se dobbiamo credere alle testimonianze, in uno stile artistico rispettabile che ricordava quello di Zeusi o Polignoto ed Eufranore, che amavano la luce e l'ombra e infondevano vita nei loro disegni, oltre a un senso di profondità e rilievo”.
(II, XX)

L’edificio, orientato N-S, sorge su un rialzo artificiale; è un tempio distilo “in antis”, con due colonne ioniche in calcare, di cui rimangono basi e capitelli. La pianta comprende un “naos”, “pronaos” e “opisthodomos” sul retro. Due colonne ioniche nella parte anteriore sono incorniciate da due ante. Il tempio era dotato di un recinto esterno con finestre o porte, o meglio nicchie. Le dimensioni del tempio sono di circa 45 x 30 metri. Purtroppo i poco documentati di Marshall (1912-13) e i suoi i pesanti restauri hanno finora impedito uno studio accurato e filologico del monumento.

Sito 8c

Jandial D è un secondo tempio, analogo al precedente, a poche centinaia di metri dal precedente. Anch’esso sorge su un colle artificiale ed è orientato circa N-S. Il monumento fu scavato da A. Cunningham nel 1863-64, ma giudicato poco interessante da Marshall (si veda Cunningham, A. (1872) “Four reports made during the years 1862-63-64-65”. I-II [vol. II, pp. 131-132]. Archaeological Survey of India: New Delhi).

Sito 8d

Bhamala (33°50′N 72°58′E) si trova ad un’altitudine media di 520,00 m sul livello del mare. Si tratta di un’area sacra buddhista con stupa centrale a pianta cruciforme (c. III-V secoli CE) scavato da Marshall e proseguito dal DGOAM KP. Il santuario è dotato di un monastero e di sacelli e stupa minori. Si ricorda qui la gigantesca statua di Buddha reclinato (in “parinirvana”) e le nicchie con figure in stucco scoperte dal DOAM KP alle spalle di quella nel settore sud-occidentale del santuario (maggiori informazioni in Bhamāla Excavations 2015-16: A Preliminary Report [ENG] e in Preliminary Report of Bhamala Excavations (2012 - 2013) [ENG]).

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