Sito 2: Sentieri delle Meraviglie

Sito 2a

Il sito si trova al centro del lato sinistro della valle di Kandak, a 5 km di strada dal sito 1 (34°37'51“N, 72°10'46”E), a un'altitudine di circa 986,00 m sul livello del mare. Le terrazze archeologiche si ergono a circa 130,00 m sopra il villaggio di Balo Kalai o Balo Kale, lungo un antico sentiero che conduce a sud-ovest verso il passo Kakai-kandao. Dopo il passo, il sentiero entra nella valle di Kotah a Talang e Sandoka, dove nel recente passato sono stati scoperti altri importanti siti buddisti.

Il sito è noto anche come “Gumbat 1” ed è contrassegnato come Sito 139 nel database del Progetto di mappatura archeologica della valle dello Swat (o AMSV). Il monumento ancora in piedi, un santuario buddista (il Grande Santuario, chiamato anche “Grande Vihara”), che originariamente ospitava una reliquia, una statua di culto o uno stupa votivo, ha una doppia cupola parzialmente conservata, che sorge su una piattaforma monumentale in uno splendido scenario montano. A rischio di crollo improvviso, il santuario è stato urgentemente restaurato nel 2011, prima dall'esercito pakistano sotto l'egida del progetto ACT, e successivamente dal progetto ACT (il cui intervento si è concentrato sul restauro della scalinata) (primavera e autunno 2011). Nel novembre dello stesso anno abbiamo completato uno scavo preliminare intorno al monumento ancora in piedi (GBK 1), i cui risultati saranno presentati nelle pagine seguenti. L'area scavata è stata sottoposta a straordinari lavori di manutenzione nella primavera e nell'autunno del 2012.

Sulla base dei dati del recente lavoro sul campo, la sequenza del sito è divisa in sei principali periodi strutturali (ad esclusione delle fasi protostoriche c. 1200-900 BCE) . La cronologia della Fase 1 è suggerita dalla datazione C14 dell'architrave in legno della finestra superiore del cleristorio S (Architrave 4 = 1840 +/-30 BP = 110 d.C.), e di una seconda fase di ricostruzione (compresa la costruzione della cupola superiore?) nella Fase 2 = Periodo V (?) come dedotto dalle datazioni al carbonio 14 1760/1790/1800 BP = metà del III secolo d.C. di tre assi di legno utilizzati come supporto sotto l'angolo SE della cupola interna (= Travi 1-3). Il Periodo III potrebbe corrispondere alla Macrofase 4a della sequenza di Barikot (cfr. sito 1).

Periodo IV: corrisponde al secondo pavimento in pietra, quello visibile su tutta la superficie scavata. Durante questo periodo fu costruita la maggior parte dei monumenti cultuali minori che affollavano lo spazio intorno ai tre edifici principali, compreso un piccolo monumento absidale (una cappella?), la cui pianta è rivelata dal contorno negativo delle lastre di pavimentazione.

Periodo V: in questa fase la cupola del monumento principale potrebbe essere stata raddoppiata o riparata. Il periodo V dovrebbe corrispondere alla macrofase 5b della sequenza di Barikot (cfr. sito 1).

Periodo VI: occupazione tardiva (XIV secolo d.C.).

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Sito 2b

Si tratta di un tracciato di c. 25 km che attraversa quattro valli tenendosi alla quota media di c. 1500,00 m sul livello del mare. Il tracciato intercetta una serie di aree archeologiche, che includono rovine di santuari buddhisti, ripari rupestri dipinti,e siti di arte rupestre. Il percorso ricalca un antico percorso e collega la valle di Kandak (sito 2a) con l’area di Zalamkot/Hati-dara (sito 3) dove poi si innesta sull’antica strada nota come Hati-lar (sito 4).
Il tracciato si sviluppa per circa 3 km e la pendenza è generalmente lieve, sebbene siano presenti alcuni tratti caratterizzati da un’inclinazione più marcata. La larghezza media del tracciato è di circa 2 metri, sebbene siano presenti restringimenti significativi in alcuni tratti. Il tempo medio di percorrenza dal santuario di Gumbat al passo di Kakai-Kandao è di circa 1 ora.

Il fondo del sentiero si presenta complessivamente compatto, con depositi detritici localizzati che non compromettono la percorribilità. I lavori recentemente effettuati hanno contribuito a regolarizzare il piano di calpestio, migliorando in modo significativo la continuità del percorso. Nei tratti più ripidi sono stati inoltre realizzati gradini e introdotti tornanti con l’obiettivo di ridurre la pendenza naturale e agevolare il transito dei visitatori. Anche nei punti in cui in precedenza erano presenti piccoli muretti da scavalcare, sono stati creati appositi passaggi che permettono un attraversamento agevole e sicuro. Per quanto riguarda le fonti d’acqua presenti lungo il percorso, queste sono state oggetto di interventi mirati di pulizia e sistemazione. L’accesso è stato reso più agevole mediante la rimozione della vegetazione invasiva e la regolarizzazione del terreno circostante. Anche i punti destinati all’approvvigionamento e l'abbeveraggio sono stati migliorati, garantendo una fruizione più sicura e ordinata da parte dei visitatori.

Ad oggi c. 5 km dell’intero percorso sono fruibili, inclusa la possibilità di pernottare in un alpeggio ristrutturato dal progetto, che verrà dotato di impianto solare nel corso della primavera del 2026.

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