Ricerca

Il progetto di ricerca è orientato alla generazione di impatti immediati sul territorio. A questo scopo sono previsti 2 milioni di euro per il finanziamento di bandi a cascata che daranno l'opportunità ad imprese del turismo, della cultura e delle produzioni creative di concretizzare i risultati della ricerca con prototipi, sperimentazioni e azioni innovative. Saranno realizzati inoltre delle attività trasversali:

  • progetti di incubazione e accelerazione a supporto di idee di business in ambito turistico, culturale e creativo
  • un Lab Village, spazio fisico e virtuale di incontro e sperimentazione tra risultati della ricerca ed applicazioni industriali nei settori culturali e creativi
  • azioni di citizen engagement basate sui linguaggi artistici come strumento di indagine e comunicazione dei processi di innovazione industriale
  • attività educational per la sperimentazione di nuovi approcci alla formazione in ambito turistico e culturale

Attività di ricerca

Le attività di ricerca si strutturano in 4 ambiti (Research Topics - RT) che affrontano le tematiche più attuali del settore turistico.

RT 1 - Nuove tecnologie digitali

Le linee di ricerca RT1 promuovono lo sviluppo di progetti innovativi in grado di combinare la conoscenza del dominio turistico e culturale con l'adozione delle nuove tecnologie digitali. Tra queste spiccano l'intelligenza artificiale, la blockchain e gli NFT, l'IoT e la sensoristica mobile, la realtà virtuale e aumentata, che faranno da riferimento per i progetti da realizzare nei seguenti macro-ambiti:

  • RT 1.1 Gamification, realtà virtuale e aumentata: nuove esperienze per il turismo culturale interattivo
  • RT 1.2 Un'industria turistica più intelligente grazie a user-generated content, big data e machine learning
  • RT 1.3 Un Digital Twin dell’ecosistema turistico territoriale  

RT 2 - Analisi dei dati

Le linee di ricerca RT2 convergono sull’analisi di big data in ambito turistico e culturale provenienti da fonti eterogenee. Si intende così sviluppare strumenti di supporto a politiche pubbliche e strategie di destination management & marketing più sostenibili. Le linee di ricerca potranno declinarsi in progetti da realizzare nei seguenti ambiti:

  • RT 2.1 Una dashboard di indicatori per governance e regolamentazione degli ecosistemi turistici
  • RT 2.2 Strategie di marketing per le destinazioni basate su big data e analisi dei contenuti online e offline
  • RT 2.3 Una mappatura delle risorse culturali e creative a supporto di politiche e strategie turistiche
  • RT 2.4 Gestire i flussi turistici per contrastare l'overtourism e migliorare la vivibilità dei luoghi 

RT 3 - Modelli di business sostenibili

Le linee di ricerca RT3 mirano a trasformare in chiave sostenibile i modelli di business di imprese, organizzazioni ed ecosistemi turistici, culturali e creativi. Il generale obiettivo di ricerca si potrà declinare in progetti nei seguenti ambiti:

  • RT 3.1 Economia circolare: esperienze di design sostenibile e accessibile per le città d’arte 
  • RT 3.2  Produzioni culturali e interventi artistici per promuovere destinazioni turistiche più autentiche 
  • RT 3.3 Modelli di business sostenibile per la sharing e community-based economy
  • RT 3.4 Rigenerazione culturale e creativa per lo sviluppo sostenibile delle destinazioni turistiche

RT 4 - Nuove narrazioni e strategie di comunicazione

Le linee di ricerca RT4 mirano a sviluppare nuovi strumenti di narrazione volti a superare gli stereotipi delle destinazioni turistiche e a riconfigurare la comunicazione in chiave di inclusività e sostenibilità. Il generale obiettivo di ricerca si potrà declinare in progetti riguardanti i seguenti ambiti:

  • RT 4.1 Ri-tematizzare e ri-posizionare narrazioni e immagini delle destinazioni turistiche con azioni partecipate
  • RT 4.2 Ideazione, progettazione e creazione di nuove strategie di comunicazione per le destinazioni
  • RT 4.3 Soluzioni per l'accessibilità ai contenuti culturali tramite percorsi di mediazione linguistica

Lab Village - turismo, cultura e industrie creative

Lab Village - turismo, cultura e industrie creative

Il progetto di ricerca e sviluppo “Lab Village - turismo, cultura e industrie creative”, con un approccio partecipativo e multidisciplinare, è guidato da un team di professori e ricercatori esperti in innovazione, industrie creative e turismo dell’Università Ca’ Foscari Venezia, capofila dello Spoke 6 nell’ambito delle attività del Consorzio iNEST. Il progetto si sviluppa come una rete diffusa di laboratori, attiva in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nelle province autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di ideare e sperimentare “prototipi culturali”: nuovi prodotti e servizi pensati per promuovere un turismo culturale sostenibile.
Lavorano al progetto:

  • il professor Fabrizio Panozzo, in qualità di responsabile dello Spoke 6
  • il professor Maurizio Busacca, responsabile del progetto
  • Valeria Bruzzi, assegnista di ricerca per lo sviluppo del progetto
  • partner: il Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e la società di comunicazione Meneghini&Associati Inventia

Progetti Young Researchers

Il consorzio iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem ha finanziato progetti di ricerca a sostegno dei giovani ricercatori e ricercatrici iNEST per condurre ricerche sperimentali e sul campo approfondendo e applicando quanto emerso durante il lavoro svolto all’interno dello spoke 6 “Turismo, Cultura e Industrie creative”. Sono stati attivati, quindi, tre progetti Young Researcher:

  • Nuovi modelli di business sostenibili per il turismo, con un approccio basato sulla cultura
  • Turismo e produzioni culturali nelle destinazioni in Veneto
  • Digitalizzazione e patrimonio culturale
Riferimenti bando e finanziamenti: progetto Ecosistema dell’innovazione ECS_00000043, “Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem (iNEST)” - CUP H43C22000540006, bando per il finanziamento di progetti di ricerca destinato a giovani ricercatrici/ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Nuovi modelli di business sostenibili per il turismo, con un approccio basato sulla cultura
Il gruppo di ricerca al lavoro tra Venezia e le Dolomiti Bellunesi

Il progetto Sustainable Business Models for Tourism with a Culture-Based Approach, coordinato dalla dott.ssa Chiara Carolina Donelli, esplora il concetto di ‘scarto’ sia come risorsa materiale che simbolica, per ripensare modelli di business sostenibili nel turismo. La crisi climatica e l’impatto negativo del turismo di massa rendono urgente analizzare la relazione tra turismo, comunità e ambiente, considerando i rifiuti non solo come problema ambientale, ma anche sociale ed economico.

Il progetto adotta un approccio multidisciplinare combinando ricerca accademica, pratiche artistiche ed economia circolare, concentrandosi in particolare sugli oli esausti della ristorazione. Questi vengono studiati sia per il loro riutilizzo in bio-compositi tramite processi di purificazione, sia in chiave simbolica, riflettendo su chi e cosa venga escluso dalle narrazioni turistiche tradizionali.

Il progetto confronta due territori veneti colpiti dallo spopolamento e dall'impatto del turismo: Venezia, simbolo dell’overtourism e della gentrificazione, e Colle Santa Lucia, nelle Dolomiti Bellunesi, segnato dallo sfruttamento delle risorse e dalla monocultura turistica.

In entrambe le aree verranno attivati due Living Lab, guidati dall’artista Elena Mazzi, per stimolare il dialogo tra comunità locali e stakeholder del turismo attraverso pratiche artistiche. L'obiettivo è trasformare il modello turistico attuale, integrando un approccio multidisciplinare per riutilizzare gli scarti e creare nuove connessioni tra turismo, cultura e comunità.

L’idea di trasformare lo scarto in valore si riflette anche nella necessità di ripensare le politiche turistiche, spostando l’attenzione dalle logiche di consumo a quelle di co-creazione e partecipazione. In questo senso, il progetto non si limita a proporre soluzioni alternative per il riuso dei materiali, ma mira a generare un cambiamento culturale, in cui le comunità locali diventino protagoniste attive nella ridefinizione delle narrazioni e delle economie legate al turismo. Attraverso il dialogo tra ricerca, arte e pratiche locali, si vuole dimostrare come il turismo possa essere uno strumento di connessione e valorizzazione piuttosto che di sfruttamento e omologazione.

"Performing the Heritage City" è un’azione del progetto che unisce ricerca accademica e coinvolgimento della comunità, focalizzandosi sull’artigianato veneziano, minacciato dalla standardizzazione turistica. Attraverso l’art-based research, coinvolge artigiani e artisti locali per valorizzare il settore in chiave sostenibile e inclusiva.

Nasce così una performance ideata con Frullatorio, il collettivo H2O non potabile e il cantautore Alberto Bettin: uno spettacolo satirico che critica le retoriche tradizionali e analizza il futuro dell’artigianato in un contesto turistico. Dopo un test alla Maker Faire di Roma (novembre 2024), l’evento finale si terrà a Venezia nell’aprile 2025, aperto alla cittadinanza per offrire una nuova narrazione della città.

Il team di ricerca ha organizzato una serie di seminari presso l’Università Ca’ Foscari Venezia per approfondire i temi del progetto. Questi incontri interdisciplinari coinvolgono studiosi, professionisti del turismo, comunità locali e artisti, creando uno spazio di dialogo per elaborare soluzioni condivise. L’obiettivo è promuovere un modello turistico più equo e sostenibile, diffondere i risultati della ricerca e favorire collaborazioni tra accademia, territorio e mondo della cultura.

Team

Collaborano: Linda Armano, Marco Baravalle, Manfredi de Bernard, Anna de la Torre Fornell, Ilaria Foroni, Angela Nativio, Elisa Montori, Giulia Maragno, Enrica Sampong

Turismo e produzioni culturali nelle destinazioni in Veneto
Investigando sinergie attraverso una spillover analysis e le opinioni di alcuni key stakeholders

Il progetto Tourism and Cultural Productions in Veneto Destinations: Investigating Synergies Through a Spillover Analysis, coordinato dal dott. Andrea Baldin, si propone di analizzare le interazioni tra visitatori e produzioni culturali nelle destinazioni turistiche venete, con particolare attenzione al Comune di Venezia. L’obiettivo è identificare le dinamiche di spillover tra attività turistiche e produzione culturale, studiando gli effetti reciproci e le influenze strategiche. Gli effetti di spillover in ambito turistico sono già stati studiati nella letteratura in relazione alla variabilità dei flussi turistici e tra livelli di flusso, ossia come il turismo in una destinazione può influenzare quello in un’altra.

Tuttavia, la maggior parte delle ricerche si è concentrata su effetti spillover a livello macro (tra paesi o regioni) o su indicatori economici generali (crescita economica ed aumento del reddito delle famiglie), trascurando il ruolo specifico della produzione culturale nella ridefinizione della domanda turistica. Il presente progetto si distingue per un’analisi integrata che combina dati quantitativi e qualitativi per comprendere non solo l’effetto del turismo sugli eventi culturali, ma anche come la produzione culturale possa influenzare i flussi e le dinamiche di affollamento urbano tra diverse aree geografiche o a livello temporale.

L’analisi quantitativa si avvale di modelli econometrici di serie temporali utilizzando due importanti fonti di dati:

  1. big data quali dati Telco (dati di posizionamento mobile a livello giornaliero e di fasce orarie) dei visitatori del centro storico di Venezia per il periodo 2021-2024. Questi dati saranno utilizzati per analizzare gli spostamenti in base alla provenienza (sia nazionale, a livello regionale e nazionale, sia internazionale) e alla durata (turisti giornalieri o pernottanti);
  2. dati SIAE con informazioni dettagliate (geolocalizzazione, organizzatore, tipo di evento, numero di partecipanti) per tutti gli eventi di Venezia (gratuiti e non) nel periodo 2021-2024.

L’analisi qualitativa, incrociando i risultati della quantitativa, verterà sulla selezione di un set di key players della produzione culturale con cui approfondire, attraverso la raccolta di informazioni interne alle organizzazioni e la realizzazione di in-depth interviews, la composizione dei visitatori, la percezione degli effetti e delle dinamiche e della loro biunivocità, le scelte in termini di differenziazione dell'offerta culturale in relazione a diversi target di domanda. Di grande rilevanza infatti è anche cercare di verificare se, quanto e come le organizzazioni di produzione culturale operino e adottino pratiche per intercettare alcuni target della domanda turistica e per differenziare l’offerta verso profili di visitatori più "sostenibili".

La ricerca, in sintesi, attraverso l’analisi di spillover e sfruttando la complementarietà degli approcci di ricerca e la varietà dei dati, mira a indentificare sinergie, trend e associazioni utili a ricostruire le dinamiche tra composizione dei flussi di visitatori e differenziazione delle produzioni culturali, in modo da fornire indicazioni a supporto sia di politiche efficaci ed efficienti, che di misure rivolte alla sostenibilità della destinazione e gestione dei flussi.

Digitalizzazione e patrimonio culturale

La digitalizzazione nel settore dei beni culturali rappresenta una sfida ed allo stesso tempo un'opportunità.

L'impiego di tecnologie avanzate in questo campo consente di ridefinire i paradigmi di conservazione e divulgazione, rendendo il patrimonio artistico accessibile a un pubblico sempre più vasto.

Una digitalizzazione 3D completa di un manufatto richiede infatti l’acquisizione della sua geometria, della texture e dell'interazione del materiale con la luce. Questi aspetti sono fondamentali per garantire una rappresentazione accurata, facilmente fruibile e riproducibile, a supporto di iniziative educative e di valorizzazione culturale.

DigitArt3D sviluppa tecniche innovative per l'acquisizione, la conservazione e la diffusione del patrimonio artistico e culturale. Attraverso la digitalizzazione, gli oggetti possono essere esplorati virtualmente, anche quando non esposti fisicamente, offrendo un'esperienza immersiva ai visitatori.

L'uso della stampa 3D permette inoltre di creare copie fisiche dei manufatti, favorendo un'interazione diretta con i reperti. Questo approccio è particolarmente utile per l'inclusione di utenti con difficoltà visive o motorie e per un pubblico giovane, rendendo l'esperienza museale più coinvolgente e interattiva.

Il progetto esplora l'integrazione della digitalizzazione 3D all'interno di mostre interattive, promuovendo l'accessibilità e la consapevolezza sulle potenzialità di queste tecnologie nella conservazione del patrimonio culturale. L'obiettivo è sensibilizzare il pubblico e i professionisti del settore sull'importanza dell'innovazione digitale per la valorizzazione artistica.

Un esempio concreto dell'applicazione di DigitArt3D è il Museo delle Ceramiche di Bassano del Grappa. Il progetto punta a valorizzare l'artigianato locale attraverso tecniche digitali di ricostruzione 3D e visualizzazione interattiva.

Grazie alla digitalizzazione avanzata, i visitatori potranno esplorare virtualmente i manufatti, osservarli da diverse angolazioni e comprendere meglio le tecniche artigianali utilizzate. L'integrazione di modelli digitali interattivi con strumenti tradizionali di divulgazione aiuterà a coinvolgere le nuove generazioni, offrendo un'esperienza educativa innovativa.

I modelli 3D acquisiti diventeranno parte integrante delle mostre digitaliillustrando le fasi di produzione degli oggetti e fornendo un'esperienza didattica immersiva. Attraverso interfacce intuitive, i visitatori potranno seguire l'intero processo di creazione, dalla materia prima ai prodotti finiti, scoprendo il valore del patrimonio artigianale locale in un contesto moderno e tecnologico.

Contatti

Coordinatrice: Mara Pistellato, mara.pistellato@unive.it