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Nella settimana dal 23 al 27 marzo 2026 si sono svolte le attività finali connesse alla Advanced Skill nell'ambito del progetto TNE LEGO finanziato dal PNNR, che rappresentano la seconda e ultima parte del percorso formativo iniziato con la sessione di ottobre tenutasi presso la Nanjing Normal University (RPC). Infatti, l'attività si è strutturata in due settimane di formazione dei docenti. La prima settimana si è svolta a Nanchino e la seconda qui a Venezia.

Si è trattato in entrambi i casi di 5 giorni dedicati alla cosiddetta "formazione dei formatori": 7 docenti asiatici che insegnano la lingua italiana come L2 nelle loro rispettive università/istituzioni.

Organizzato e fortemente voluto dal Prof. Graziano Serragiotto e dalla Dott.ssa Silvia Scolaro, si sono trattati argomenti di glottodidattica con approfondimenti metodologici dell'insegnamento della lingua italiana in contest asiatici.

A Nanchino, il percorso formativo si è aperto lunedì 20 ottobre con un’analisi dell’evoluzione storica della glottodidattica e le influenze sulla didassi, proseguendo, nella giornata di martedì, con un approfondimento sulle multiliteracies per lo sviluppo del pensiero critico nella classe universitaria. Mercoledì 22 ottobre l’attenzione si è spostata sul task-based language teaching attraverso una visita al Museo di Nanchino, seguita da un laboratorio sulla comunicazione interculturale; mentre giovedì 23 l’incontro ha esplorato le strategie per promuovere l’autonomia dell’apprendente inteso come agente sociale, in linea con il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue. La settimana si è conclusa venerdì 24 ottobre con l’introduzione alla metodologia della Ricerca-Azione, fornendo ai docenti gli strumenti sistematici per analizzare e migliorare la propria pratica didattica quotidiana.

Presso Ca’ Foscari, il programma settimanale ha integrato teoria metodologica, innovazione tecnologica e immersione culturale nel contesto della pedagogia della lingua italiana. Le attività sono iniziate con il seminario del Prof. Graziano Serragiotto sulle strategie di valutazione per l'italiano LS, seguito mercoledì dalla sessione della Prof.ssa Ilaria Compagnoni sull'integrazione dell'IA nell’insegnamento dell’italiano. Il giorno successivo è stato dedicato allo scambio collaborativo dei progetti di Ricerca Azione, mentre la giornata conclusiva di venerdì ha previsto un seminario finale del Prof. Giacomo Cucinotta sulla didattizzazione pratica dei materiali autentici.

L'attività rientra in una tematica molto cara sia al Ministero dell'Università che al Ministero degli Affari Esteri della Cooperazione Internazionale e cioè la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo.

Nell'ambito del progetto PNRR-TNE-LEGO, il Politecnico e la Tsinghua University hanno lanciato un'iniziativa congiunta di ricerca e formazione dedicata al rilancio delle zone rurali lungo i percorsi degli antichi sentieri. 

L'iniziativa “Ancient Trails and Their Possible Futures: Rural Reactivation Through Architecture along the Southern Silk Road (Yunnan, China) and the Via Francigena (Italy)”, contestualizza le reti di antiche vie e sentieri come laboratori per la riflessione contemporanea sui territori rurali, indagando come l'architettura possa promuovere nuove forme di vivibilità e coinvolgimento significativo oltre i contesti urbani. 

Con un approccio interculturale e interdisciplinare, l'iniziativa intende portare avanti la ricerca sulle aree rurali, promuovendo strategie di progettazione innovative e contribuendo allo sviluppo rurale sostenibile sia in Cina che in Italia.

La prima fase di ricerca sul campo, condotta nell’ambito del progetto LEGO, che ha contribuito al finanziamento dell’iniziativa, si è svolta nello Yunnan nel novembre 2025. In questa occasione, il team del Politecnico ha interagito con le amministrazioni locali e i principali stakeholder, approfondendo le dinamiche sociali, culturali e territoriali dell’area. Una seconda fase è prevista lungo la Via Francigena nell'aprile 2026, quando il Politecnico ospiterà il gruppo della Tsinghua University, che porterà a un'analisi comparativa dei due casi di studio e dei rispettivi possibili approcci al rilancio delle aree rurali.

A guidare il progetto per il Politecnico è il Dipartimento di Architettura e Design (DAD), con un team di ricerca coordinato dal professor Roberto Dini (DAD, IAM) e da Lidia Preti, Phd e Ricercatrice (DAD, China Room). Alla Tsinghua University, l'iniziativa è guidata dal professor Martijn de Geus, del Dipartimento di Architettura della School of Architecture. Partner locale per l'iniziativa in Italia è la Fondazione Courmayeur Mont Blanc, che ha ospitato il team del Politecnico di Torino nello scorso mese di ottobre per un primo sopralluogo sul campo e continuerà a supportare il gruppo italo-cinese durante la visita alla Via Francigena nell'aprile del 2026.

Nell’ambito del progetto LEGO (Local Expertise to a Global Outlook), finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Università e della Ricerca italiano con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione negli scambi internazionali tra le istituzioni di istruzione superiore italiane e i partner dell’area dell’Asia orientale, nel mese di novembre 2025 la professoressa Nguyễn Thị Ánh Tuyết – Responsabile di Sezione – e la professoressa Nguyễn Phan Hằng Giang – docente del Settore di Italiano per il Turismo del Dipartimento di Italiano – hanno svolto una missione accademica presso l’Università degli Studi di Bergamo per realizzare attività di scambio nell’insegnamento, nella ricerca scientifica e nello sviluppo di collaborazioni.

Attività di didattica e seminari
Entrambe le docenti del Dipartimento di Italiano hanno tenuto lezioni per gli studenti del corso di laurea in Geography of Culture del Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione, con contenuti relativi alla promozione delle risorse turistiche, alle esperienze culturali e alle tendenze di sviluppo dei prodotti turistici in Vietnam nell’era digitale.
Le lezioni hanno suscitato grande interesse da parte degli studenti e hanno ricevuto riscontri positivi dalla professoressa Federica Burini, responsabile del corso di studio.

Workshop e collaborazioni accademiche
Oltre all’attività didattica, la professoressa Hằng Giang ha organizzato un seminario con i colleghi dell’Università di Bergamo presso l’Imago Mundi Lab sul tema “Potenziale dei giovani nella promozione digitale del turismo culturale”.
La professoressa Ánh Tuyết ha lavorato con il professor Raul Mario Calzoni – Direttore di Dipartimento – la professoressa Federica Burini e il professor Thomas Persico del Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione sulle possibilità di attivare percorsi di doppio titolo e sulle opportunità di studio post-laurea per studenti interessati al turismo, valorizzando le numerose affinità tra i due programmi di formazione.

Formazione linguistica e tirocini
La professoressa Ánh Tuyết ha inoltre avuto incontri di lavoro con i docenti del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) dell’Università di Bergamo riguardo all’organizzazione di corsi di formazione per docenti di italiano L2/LS, nonché incontri con rappresentanti delle aziende partner coinvolte nel programma di accoglienza annuale di tirocinanti vietnamiti del settore turistico in Italia.
Per l’anno accademico in corso, il Dipartimento di Italiano dell’Università di Hanoi ha due studenti in scambio presso l’Università di Bergamo, sempre nel quadro del progetto LEGO.

Prospettive future
Questa serie di attività segna un avvio favorevole e promette numerose nuove opportunità di collaborazione futura tra il Dipartimento di Italiano dell’Università di Hanoi e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli studi di Bergamo.

Nel contesto dell’istruzione superiore italiana che guarda sempre più all’internazionalizzazione, il progetto TNE LEGO (“Italy-East Asia Cooperation: from Local Expertise to a Global Outlook”) sta assumendo un ruolo di primo piano. Il termine “TNE” sta per Transnational Education, ovvero un’educazione che trascende i confini nazionali, e in questo caso coinvolge università italiane e università dell’Asia orientale. 

Da un lato, LEGO si inserisce in una logica di “internazionalizzazione” necessaria per le università italiane, che vogliono aumentare la propria attrattività e qualità formativa in un contesto globale. Dall’altro, il focus sull’Asia orientale (un mercato educazionale in grande crescita) apre nuove strade di dialogo, ricerca e scambio.

Tra le sfide si identificano: garantire che le mobilità siano accessibili davvero a tutti gli studenti, superare le barriere linguistiche e culturali, assicurare la sostenibilità del partenariato anche oltre la fine del finanziamento. Il progetto nei suoi documenti istituzionali indica proprio la sostenibilità e la replicabilità come obiettivi chiave. 

La partecipazione a un progetto come LEGO consente:

  • agli studenti di acquisire competenze interculturali e linguistiche, sviluppando “un profilo internazionale”
  • ai docenti di sperimentare didattiche congiunte, collaborazioni internazionali, e rafforzare la rete tra università italiane e asiatiche.
  • agli atenei partecipanti, di aumentare l’internazionalizzazione, creare percorsi di doppio titolo, e rafforzare la cooperazione globale.

Il progetto TNE LEGO rappresenta dunque un tassello significativo nella strategia di internazionalizzazione del sistema universitario italiano in generale.

LEGO nasce con un obiettivo molto concreto: rafforzare la cooperazione tra università italiane e atenei dell’Asia orientale attraverso la mobilità internazionale, valorizzando le eccellenze di ciascun partner e mettendole in sinergia. In questo progetto la mobilità non è “un viaggio”, ma un modo per costruire legami stabili, linguaggi comuni e collaborazioni che continuano anche dopo il rientro. 

Il cuore del lavoro svolto dal consorzio è stato trasformare opportunità e pratiche spesso frammentate in un sistema più leggibile e replicabile: chi parte deve sapere cosa aspettarsi, e chi accoglie deve poter lavorare con strumenti chiari e condivisi. Per questo LEGO ha investito su una mappatura comparativa degli strumenti di mobilità (studenti, docenti e PTA), con l’obiettivo di individuare buone pratiche e farle circolare dentro la rete, senza appesantire l’esperienza di chi si candida o di chi gestisce i flussi. 

Un altro passo avanti importante è stato dare continuità alla relazione con l’Asia non solo attraverso i singoli scambi, ma tramite una “infrastruttura di progetto” che sostiene le mobilità lungo tutto il ciclo: preparazione, implementazione, tracciabilità bilaterale e valorizzazione dei risultati. In questa prospettiva, ogni mobilità diventa un investimento che apre nuove collaborazioni, alimenta interessi di ricerca condivisi e rende più facile progettare iniziative formative future dentro una rete già ricca di rapporti. 

Il progetto LEGO lavora perché la mobilità internazionale sia un’esperienza formativa “che resta”: non solo un periodo all’estero, ma un passaggio capace di rafforzare competenze disciplinari, linguistiche e interculturali, e di creare connessioni durature tra studenti e comunità accademiche in Asia orientale. Questa è una delle leve centrali del progetto: aprire nuove traiettorie a chi studia oggi e rendere più solido il legame tra università e territori, in Italia e in Asia.

Le attività del consorzio mostrano una forte spinta sulle mobilità studentesche, in particolare in uscita, con esperienze costruite per dialogare con i percorsi di studio e con le aree tematiche del progetto: Lingue e Culture, Scienza e Tecnologia per la Sostenibilità, Management ed economia per la società. La direzione è chiara: far sì che la mobilità non sia “extra”, ma una parte coerente del curriculum e un acceleratore di competenze spendibili.

Dietro le quinte, un lavoro rilevante è stato rendere comparabili e “raccontabili” le opportunità: attraverso un monitoraggio condiviso, il consorzio ha raccolto informazioni omogenee su bandi, selezioni e mobilità effettive, integrando dati quantitativi e letture qualitative. In pratica significa imparare come migliorare l’accesso alle opportunità, come renderle più chiare per chi si candida e come aumentare l’impatto complessivo delle esperienze, trasformando evidenze e risultati in orientamenti operativi.

Sul piano quantitativo, la fotografia del monitoraggio conferma il baricentro sugli studenti: nelle mobilità già riportate come realizzate/concluse compaiono oltre 100 mobilità studentesche outbound e oltre 20 inbound (valori minimi ricostruiti dalle evidenze raccolte durante il monitoraggio in itinere), indicando una dinamica forte in uscita e un margine di crescita per rendere i flussi sempre più reciproci e bilanciati nel tempo.

Dal 20 al 24 ottobre 2025 si è svolto presso la Nanjing Normal University un corso di formazione per docenti di italiano come lingua straniera, provenienti da Atenei di Repubblica popolare Cinese, Giappone e Vietnam nell’ambito del progetto TNE-LEGO.

L’attività si colloca nell’ambito dell’azione Advanced skills del TNE, destinata a sostenere lo sviluppo di programmi di formazione avanzata rivolti a personale docente, non docente e ricercatore, ed è stata coordinata dal Prof. Graziano Serragiotto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

I contenuti dei seminari, tenuti dalla Dott.ssa Silvia Scolaro di Ca’ Foscari, hanno riguardato sia argomenti generali, come i fondamenti della didattica delle lingue e la storia dell’insegnamento linguistico, sia approcci più specifici, come il Task-Based Language Teaching (TBLT) e l’Action Research. Sono state inoltre trattate attività volte a promuovere la motivazione negli studenti di lingue, collegate a strategie e tecniche metacognitive.

L’attività prevede un secondo evento formativo che si svolgerà a Venezia dal 23 al 27 febbraio 2026 coinvolgendo gli stessi partecipanti del primo.

Grazie a questa esperienza, Ca’ Foscari ha potuto rafforzare le amicizie già esistenti con alcune università partner, in particolare con la Nanjing Normal University, e al tempo stesso avviare nuove collaborazioni con altri atenei partner. Queste collaborazioni potranno favorire ulteriori scambi di docenti e studenti, in un’ottica di reciproco arricchimento e apprendimento.

LEGO spinge la mobilità anche nella sua dimensione più trasformativa: quella che coinvolge i docenti e che permette di far crescere cooperazioni didattiche e scientifiche con l’Asia orientale. In questa prospettiva la mobilità diventa un laboratorio: un’occasione per sperimentare metodi, co-progettare contenuti, avviare collaborazioni e riportare in ateneo pratiche che possono generare nuove opportunità per studenti e gruppi di ricerca.

L’azione del consorzio lavora sulla qualità della collaborazione nel tempo: selettività, reciprocità e sostenibilità non sono parole astratte, ma criteri che aiutano a far sì che lo scambio produca risultati. Quando una mobilità docente è ben agganciata a obiettivi formativi e scientifici, il suo impatto “si moltiplica”: può rafforzare una partnership esistente, aprire nuovi interessi di ricerca partecipati e creare continuità tra chi insegna, chi studia e chi supporta l’internazionalizzazione.

Un elemento che LEGO sta valorizzando è la condivisione di metodologie e risorse tra atenei del consorzio, così che le esperienze non restino isolate. Questo approccio aiuta a rendere la cooperazione meno dipendente dai singoli e più solida come rete, perché ciò che funziona in un contesto può essere adattato e riutilizzato altrove. È esattamente così che i legami con l’Asia si rafforzano: con relazioni che diventano abitudini di lavoro e che costruiscono fiducia, anno dopo anno.

Anche i numeri descrivono questa natura “mirata”: nel monitoraggio delle mobilità già riportate risultano flussi docenti più selettivi rispetto a quelli studenteschi, ma comunque presenti.

Quando parliamo di mobilità, spesso vediamo solo le partenze. LEGO sta lavorando anche su ciò che rende le partenze possibili e sostenibili: la capacità del consorzio di progettare, gestire e migliorare i flussi nel tempo, facendo circolare competenze operative e consolidando rapporti con partner asiatici già attivi e affidabili. In questo quadro, la formazione e il coinvolgimento di uffici e personale tecnico-amministrativo sono fondamentali, perché rendono l’internazionalizzazione più accessibile e meno “dipendente dai singoli”.

Un punto importante, per evitare equivoci: nel monitoraggio, rispetto alle categorie studenti e docenti, si registrano meno attività tracciate come “mobilità PTA” di quanto ci si aspetterebbe. Allo stesso tempo, il report mostra che ci sono missioni e visite di lavoro riconducibili al contributo del personale, che hanno un valore concreto perché sostengono l’obiettivo generale di LEGO: rendere la cooperazione Italia-Asia più stabile, più efficace e più “facile da far funzionare” nel quotidiano. In quest’ottica, rendere ancora più chiara e uniforme la distinzione tra mobilità formalizzate e missioni di supporto aiuterà a rappresentare pienamente l’impegno del PTA e a far crescere nuove opportunità di formazione dedicate.

Sul fronte delle statistiche del report sui bandi, la base analizzata è ampia e comparabile: il dataset include 117 documenti complessivi raccolti con survey (da tutti i partner del consorzio) e acquisizione sistematica. Nel corpus vengono censiti 27 bandi/avvisi di mobilità e relativi documenti di supporto, a conferma di un impianto che punta su tracciabilità, chiarezza delle procedure e solidità della cooperazione internazionale.

L’idea di fondo resta semplice: quando uffici e staff hanno accesso a un partenariato già ricco di relazioni e a un patrimonio condiviso di metodi e strumenti, tutta la rete funziona meglio. Migliora l’accoglienza e la qualità dell’esperienza per chi arriva, migliora il supporto a chi parte, e si rafforza la capacità del consorzio di costruire collaborazioni Italia-Asia che non si esauriscono in una singola call.

I Double/Joint Degree sono uno degli orizzonti più ambiziosi del progetto LEGO perché rappresentano una cooperazione “ad alta intensità”: non solo mobilità, ma programmi in cui atenei di paesi diversi condividono progettazione didattica, riconoscimento reciproco dei crediti e una collaborazione che tende a stabilizzarsi nel lungo periodo. In questa logica la mobilità smette di essere un’aggiunta e diventa parte integrante del percorso formativo, aumentando l’attrattività e la solidità delle partnership Italia-Asia.

La lettura “DJD-oriented” dei bandi è stata un passaggio chiave del lavoro svolto: serve a valutare non solo la selezione o i requisiti, ma soprattutto la capacità di rendere le relazioni istituzionali e durature, con tracciabilità bilaterale e qualità verificabile. È un cambio di scala: dai singoli scambi a un impianto che tiene insieme didattica, mobilità, coordinamento e continuità nel tempo. 

Anche qui i numeri aiutano a capire la direzione, senza bisogno di parlare di singoli atenei. Nel canale DJD, il monitoraggio riporta un caso con 20 studenti incoming già accolti all’interno di un programma di doppio titolo e un’altra evidenza con 26 mobilità in ambito DJD realizzate (come pacchetto numericamente rilevante su questo canale). Sono inoltre riportate mobilità DJD in corso (ad esempio 2 outgoing e 4 incoming sul fronte studentesco) e situazioni in cui alle mobilità si affiancano missioni accademiche collegate al contesto DJD (ad esempio 3 mobilità docenti outgoing insieme a 3 missioni). Nel complesso, i report interni descrivono un uso del DJD “mirato”: molto significativo in alcuni casi, ancora non attivato o non registrato in altri, con un potenziale chiaro di crescita e consolidamento.