DIA
Dizionario dell’italiano accademico: forme e funzioni testuali

Progetto

I testi specialistici non sono fatti solo di espressioni settoriali (i cosiddetti termini tecnici), ma si servono anche di uno strato di parole che non appartengono a nessun settore e che nella comunicazione di tutti i giorni sono poco frequenti o usate in modo meno sistematico.
Queste parole, che sulla scia di una tradizione di studi chiamiamo “accademiche”, sono raccolte e descritte nel Dizionario dell’italiano accademico (DIA), frutto dell’omonimo progetto PRIN 2022 PNRR “Dizionario dell’italiano accademico: forme e funzioni testuali”.

DIA

Il DIA non si accontenta di individuare e descrivere le parole accademiche, ma studia e classifica le funzioni che esse svolgono nei testi, funzioni riconducibili a tre macro-ambiti:

  1. maneggiare i concetti di cui parla il testo;
  2. gestire i punti di vista e le opinioni relativi a tali concetti;
  3. segnalare la struttura del testo.

Per questo il DIA è costruito in modo da essere consultabile sia per forme sia per funzioni: cioè ogni lemma è collegato ad almeno una funzione comunicativa, e ogni funzione comunicativa è generalmente rappresentata da più lemmi.

Consultando le voci lemma e le voci funzione – che sono legate in una rete ipertestuale facilmente navigabile – è possibile non solo capire meglio il comportamento di ogni singola parola, ma anche sviluppare un’alfabetizzazione funzionale, cioè una consapevolezza e una familiarità con le operazioni concettuali che stanno dietro alla scrittura dei testi complessi. Inoltre, ogni voce -lemma e ogni voce-funzione si conclude con una sezione di “Note” dedicata a discussioni e riferimenti bibliografici.

Le parole e gli esempi del Dizionario sono ricavati dal Corpus DIA: un insieme di 144 testi provenienti da 106 settori disciplinari e che ammontano a ca. 780 mila parole (in realtà la versione estesa del corpus arriva a ca. 950 mila parole: cfr. Mastrantonio et al. 2025, §5 e Appendice). I settori disciplinari afferiscono a tre macro-ambiti del sapere (l’area scientifica, l’area umanistica e l’area giuridico-economica), e i testi appartengono a tre generi testuali (articoli di ricerca, manuali universitari e voci di enciclopedia). L’eterogeneità e il bilanciamento di questa base di dati serve a garantire che le espressioni e le funzioni descritte nel DIA siano effettivamente trasversali ai vari ambiti del sapere.

Il progetto DIA vede la collaborazione di studiosi e studiose appartenenti a tre unità di ricerca: l’Università Ca’ Foscari Venezia (capofila del progetto), l’Università degli Studi di Milano (unità del vice-coordinatore) e l’Università per Stranieri di Siena.

Gruppo

Davide Mastrantonio

Principal Investigator e coordinatore nazionale

Sara Bottana

Sara Bottana

Alessandro Canazza

Alessandro Canazza

Michela Dota

Michela Dota

Vice-PI e coordinatrice dell’unità di ricerca dell'Università degli Studi di Milano

Serena Nardella

Serena Nardella

Massimo Palermo

Massimo Palermo

Giovanni Piantanida

Giovanni Piantanida

Eugenio Salvatore

Eugenio Salvatore

Coordinatore dell'unità di ricerca dell'Università per Stranieri di Siena