ARMID@Venezia
Musica e umanesimo digitale a Venezia

Il Bellerofonte drama musicale del Sig.r Vicenzo Nolfi da F. rappresentato nel teatro Novissimo in Venetia da Giacomo Torelli da Fano inventore delli apparati dedicato al Ser.mo Ferdinando II Granduca di Toscana, 1642, tav. I (Giovanni Giorgi intagliò) (foto di Luca Pierre Melinon, elaborazione digitale di Alice Martignon)

Le fonti musicali del Conservatorio «Benedetto Marcello»

Benvenuti nel sito dove si celebra un matrimonio che dovrebbe essere più frequente: la tecnologia più aggiornata si mette al servizio del patrimonio musicale, per salvaguardarlo e diffonderlo in tutte le declinazioni possibili. Questo progetto è il frutto di una collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari e il Conservatorio «Benedetto Marcello» di Venezia, nata a seguito dell’alta marea eccezionale che il 12 novembre 2019 ha danneggiato purtroppo, anche un’ingente quantità di preziosissimi documenti dei Fondi Torrefranca, Giustiniani, Correr, e Liceo Musicale, conservati presso la Biblioteca del Conservatorio.
La campagna di raccolta denaro promossa da Ca’ Foscari ha avuto ottimo esito e, con l’aggiunta di un cofinanziamento dipartimentale, è stato possibile bandire un assegno di ricerca post-dottorale, con lo scopo in prima istanza di salvaguardare lo straordinario patrimonio danneggiato attraverso la digitalizzazione dei documenti, il loro restauro virtuale e lo studio dei materiali (supporti, inchiostri, pigmenti e coloranti) al fine di un loro restauro materico, anche attraverso l’ausilio di aziende del settore.
In seguito, grazie a finanziamenti privati ulteriori, è stato possibile allargare l’ambito d’azione ad altri documenti musicali conservati nei fondi del Conservatorio, una vera e propria miniera ricolma di tesori noti e ancora da scoprire; è recente il ritrovamento di un numero cospicuo di partiture manoscritte attribuite a Galuppi che rivoluzionerà le conoscenze attuali sul compositore di Burano.
In prospettiva si vorrebbe creare in questo dominio uno snodo e un punto di riferimento per le altre Istituzioni veneziane titolari di archivi musicali, che consentano a studiosi e appassionati di raggiungere la maggior quantità possibile di documenti scansionati (si pensi, per fare un solo esempio, al Fondo Contarini  della Biblioteca Nazionale Marciana), da incrementare ulteriormente, su diversi fronti, ad esempio digitalizzando i numerosi libretti disseminati nelle varie raccolte di Venezia, città di teatri.

ARMID@Venezia [ARCHIVIO MUSICALE E ICONOGRAFICO DIGITALE A VENEZIA] riunisce per la prima volta specialisti di discipline diverse, come la storia dell’arte, la diagnostica non invasiva, la chimica del restauro, l’archivistica, oltre alla storia della musica e alla filologia musicale. Al suo interno sollecita la collaborazione di studenti di entrambe le Istituzioni, come sede di tirocinii, non di rado culminanti in tesi di laurea, dottorali e di diploma.

Documenti

I Fondi del Conservatorio «Benedetto Marcello»

La biblioteca del Conservatorio «Benedetto Marcello», oltre a svolgere il suo ruolo di struttura funzionale alla didattica e alla realizzazione dei progetti musicali e scientifici dell’istituto, custodisce numerose collezioni storiche, donate, depositate o acquisite dalla dirigenza nel corso degli anni, che ne rivelano una lungimirante visione artistica e intellettuale.

Il Fondo Torrefranca entrò nella biblioteca nel 1973, grazie all’iniziativa del Bibliotecario Mario Messinis e alla mediazione dello studioso Giancarlo Rostirolla. Si tratta della biblioteca privata del celebre musicologo Fausto Torrefranca. In essa si conservano preziosi documenti musicali antichi manoscritti e a stampa. Merita un cenno, tra i manoscritti, il bellissimo codice, di origine romana, intitolato Grilanda musicale di arie di diversi eccellentissimi autori, nel quale è contenuta una delle rarissime copie del Lamento di Arianna di Claudio Monteverdi, mentre tra le stampe antiche si segnalano un cospicuo numero di cinquecentine (raccolte di frottole e madrigali) e una ricca collezione di volumi teorico musicali.

Arricchisce il Fondo anche la preziosa collezione di libretti d’opera che, con più di quattromila esemplari, contribuisce a documentare la storia del melodramma dal XVII al XIX secolo. Tra questi figurano testimoni rari e di pregio che contengono eleganti frontespizi e tavole.

Il catalogo di questo Fondo è consultabile online all’indirizzo www.librettodopera.it, mentre i libretti saranno presto interamente disponibili online all’indirizzo corago.unibo.it.

Nel 1949, per iniziativa del direttore dell’istituto Gianfrancesco Malipiero e del conte Alvise Giustinani, la biblioteca acquisì il Fondo Giustiniani, la ricca raccolta musicale appartenuta ai Giustiniani Recanati o ‘delle Zattere’, una rappresentativa famiglia dell’aristocrazia veneziana. Il Fondo rispecchia ad ampio spettro la varietà di repertori praticati in città tra Settecento e primo Ottocento. Musiche teatrali (partiture complete e arie staccate: sullo scorcio del Settecento i Giustiniani ebbero in gestione il teatro S. Moisè, sino ad allora in mano ad altri membri della famiglia); musiche da tasto, cameristiche e vocali destinate all’intrattenimento in contesti privati e accademici; musiche sacre da riferire soprattutto ai maestri attivi in San Marco, in altre chiese e nei quattro Ospedali veneziani; squarci o copie integrali di trattazioni teorico musicali di uso didattico.

Grande parte dei materiali (672 manoscritti e 60 edizioni a stampa) sono stati censiti dal catalogo a stampa curato da Maria Giovanna Miggiani (Firenze, Olschki, 1990), ma di recente è emerso nei depositi un altro nutrito lotto di musiche e scritti teorici sfuggiti alla catalogazione (360 tra manoscritti e stampe), comprendenti tra l’altro oltre 70 autografi di Baldassare Galuppi. Tali materiali sono in corso di studio e catalogazione.

Il Conservatorio ospita dal 1940 tre raccolte di proprietà del Civico Museo Correr di diversa provenienza, confluite nell’omonimo Fondo: il Legato Martinengo, il Fondo Carminati e il Fondo Esposti e Provenienze diverse, che contiene il vero e proprio archivio musicale dell’Ospedale della Pietà.

Le sezioni Martinengo e Carminati conservano sia manoscritti di musica strumentale e vocale, sinfonie, concerti, sonate, variazioni, danze, arie e interi drammi, tra i quali spicca la partitura dell’Andromeda liberata, una “serenata-pasticcio” con musica, tra gli altri, di Albinoni e Vivaldi, sia preziose edizioni a stampa dei secoli XVII e XVIII, come un esemplare delle Suonate a tre op. 1 di Arcangelo Corelli, pubblicato a Venezia da Giuseppe Sala nel 1684 e quello dei Concerti a cinque op. 5 di Tomaso Albinoni, (G. Sala 1707).

Il Fondo Esposti e Provenienze diverse custodisce il patrimonio musicale dell’Ospedale della Pietà sopravvissuto fino alla caduta della Serenissima. Si tratta soprattutto dei cosiddetti «libri-parte», ovvero di quei volumi che contengono le singole parti destinate alle figlie del coro e trascritte da figlie copiste. Si conserva ad esempio il libro di Anna Maria, forse la più celebre tra le virtuose della Pietà, per la quale Vivaldi compose un cospicuo numero di concerti per violino e per viola d’amore. Tra i compositori rappresentati nel Fondo vanno ricordati Vivaldi, Porta, Porpora, Bernasconi, Latilla, Sarti e Furlanetto. Di Vivaldi si conserva il manoscritto autografo dell’aria «Sovvente il sole», brano dell’Andromeda liberata, l’unico di mano del Prete Rosso presente in città. La natura frammentaria di questo Fondo, disseminato in più di cento buste, ha determinato l’avvio di un lavoro di riordino e di catalogazione informatica di tutto il materiale, coordinato dalla dott.ssa Chiara Pancino.

Lo statuto del «Liceo Società Musicale» previde, sin dalle origini, la creazione di una biblioteca.  Il nucleo originario accolse le generose donazioni dei soci fondatori, musicisti, professionisti e dilettanti, e raffinati cultori in gran parte appartenenti alla borghesia e all’aristocrazia veneziana. Il patrimonio comprende manoscritti musicali, edizioni musicali d’uso e di pregio e volumi di letteratura musicologica. Tra le rarità, si annoverano l’unicum a stampa delle Pièces de clavessin di Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (1666 –1729) e delle Suonate da camera a tre op. I di Antonio Vivaldi (G. Sala 1705). I manoscritti, di diversa provenienza, sono copie databili tra la metà del XVIII secolo e l’inizio del XIX. Tra questi, si segnalano le copie di alcune partiture di opere di Cimarosa, Paisiello e Rossini, talora coeve o di poco posteriori alle principes. Il Fondo comprende inoltre la ricca collezione riunita da alcuni componenti della famiglia veneziana Pascolato, che documenta la produzione musicale sacra cittadina dell’Ottocento, espressione dell’attività esecutiva della Società Filarmonica di Santa Cecilia e delle maggiori istituzioni religiose della città (Chiese, Ospedali, Oratori, Scuole).

La tecnologia

La digitalizzazione e il restauro digitale

Seguendo l'esempio di istituzioni internazionali di riferimento nel settore (University of OxfordUniversity of Kentucky) i documenti manoscritti e a stampa selezionati verranno digitalizzati mediante riproduzione fotografica digitale ad alta risoluzione (60-200 Megapixel), accoppiata a obiettivi macro apocromatici, filtri polarizzatori, stands e sistemi di illuminazione professionali calibrati a led, calibrazione professionale del bianco e del colore (ad oggi sono stati digitalizzati più di 800 documenti).
Verranno utilizzati software professionali di postproduzione per l’elaborazione delle immagini e per le operazioni di restauro digitale dei documenti, secondo protocolli da sviluppare ad hoc sulla base delle forme di degradazione rilevate.

Grilanda musicale di arie di diversi eccel.mi autori scritta da Francesco Maria Fucci romano (prima metà sec. XVII), prima e dopo il restauro digitale (foto e restauro virtuale di Chiara Campagnari, elaborazione digitale di Alice Martignon)

La diagnostica non invasiva

Parallelamente alle attività di digitalizzazione e restauro virtuale, verranno condotte su documenti selezionati dettagliate indagini diagnostiche finalizzate ad una corretta identificazione dei materiali costituenti (supporti, inchiostri, pigmenti e coloranti) e delle loro condizioni di conservazione, nonché di eventuali materiali alieni presenti e delle forme di degrado presenti, utili anche ad indirizzare opportune azioni di restauro materico.
Dato il valore intrinseco dei documenti in esame verranno utilizzate esclusivamente tecniche non invasive e non distruttive, quali l’imaging nel visibile (incluse indagini macrofotografiche e microscopiche), nel vicino infrarosso (NIR) e nel vicino ultravioletto (Fluorescenza UV, UV riflesso), affiancate a tecniche spettroscopiche puntuali quali la Spettroscopia di Riflettanza (FORS), la Spettroscopia Infrarossa (FTIR, NIR, DRIFT), la tecnica µ-Raman e la Fluorescenza Indotta da raggi X (XRF).

Grilanda musicale di arie di diversi eccel.mi autori scritta da Francesco Maria Fucci romano (prima metà sec. XVII), falso colore (foto di Sara Longo, elaborazione digitale di Sara Longo e Alice Martignon)

Organigramma

Finanziatori

  • Matteo Rigamonti (Venezia)

Team

Responsabili

Comitato scientifico

Collaboratori

  • Elisabetta Brambilla (tirocinante)
  • Selena Buiese (tirocinante)
  • Giulia Busolin (tirocinante)
  • Chiara Campagnari (tirocinante e tesista)
  • Martina Campagnaro (tirocinante)
  • Benedetta Maria Fifaco (tirocinante)
  • Aurora Hechenblaikner (tirocinante e tesista)
  • Sara Longo (tirocinante e tesista)
  • Luca Pierre Melinon (tirocinante)
  • Veronica Morellato (tirocinante)